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Posted 24 settembre 2014 by Redazione in Attualità
 
 

Pd, le grandi manovre sono cominciate

giangiacomo fabio avv.
giangiacomo fabio avv.

Un anno e mezzo al voto per l’elezione del nuovo sindaco di Vasto (ndr. che non potrà essere Luciano Lapenna) ed il rinnovo del Consiglio comunale. Le crisi dell’amministrazione Lapenna, prima dell’estate, vengono commentate con un post dall’ex capogruppo Pd Fabio Giangiacomo, il quale sul silenzio della locale segretaria vede manovre oscure e scrive: “E’ passata l’estate, celebrata la festa de l’Unità e nulla, ripeto, nulla è successo a seguito della crisi amministrativa innescata da Vasto Viva e ripresa dal segretario locale del PD. Il Sindaco aveva azzerato la giunta e nel riconsegnare le deleghe aveva formalmente inserito una clausola a tempo . Nessuna discussione su obiettivi e scelte mi risulta sia stata nemmeno avviata . A mio avviso, questo continuo stop end go è chiaramente un esercizio di potere finalizzato a consolidare un certo gruppo che affonda le sue radici non nella seconda repubblica ma addirittura nel doroteismo. Il “ricatto” continuo all’amministrazione comunale non può giustificare questo andazzo (elezioni regionali e provinciali insegnano) 
Vasto e il Vastese vengono svendute in attesa del ritorno del Conte di Montecristo”. Chi sia il Conte di Montecristo è facile da ipotizzare, magari qualche personaggio politico del Pd che dopo essere caduto in disgrazia, oggi appare il più accreditato per essere determinante, se non protagonista, in scelte future. In ogni caso, Lapenna ha i suoi buoni motivi per rimanere in silenzio e mettere la classica “sordina” a tutto. In ballo c’è la sua elezione a Presidente dell’Anci regionale, una carica che lo vedrebbe ancora sulla scena politica anche dopo maggio 2016, quando dovrà lasciare la poltrona da sindaco. Ma per avere l’Anci, Lapenna ha dovuto lavorare di fino con i sindaci del territorio, scongiurando una candidatura provinciale di un vastese. Insomma, a Vasto, nel Pd, continuano le manovre sotterranee. Da una parte Forte e Sputore che si marcano a vicenda perché entrambi convinti di poter fare le primarie del centrosinistra, dall’altro il sindaco intendo, come al solito, a ritagliarsi un ruolo in previsione futura, specie se a livello nazionale non si tornerà a votare per il Parlamento prima del 2016.

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